lunedì 29 dicembre 2014

Virna Lisi





Tra le attrici più affascinanti del cinema italiano, nasce ad Ancona ma vive per molto a Jesi, prima di trasferirsi a Roma con la sua famiglia.

Nella Capitale incontra il cantante e attore Giacomo Rondinella, che le fa avere le prime scritturazioni per il cinema. Il pubblico inizia a conoscerla con Carosello nel 1957, ma è negli anni Sessanta che va incontro alla fama, recitando accanto a grandi interpreti della commedia all'italiana, quali Totò, Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello.

Popolare anche a Hollywood, dove partecipa a film con Frank Sinatra e Tony Curtis, conquista nel tempo diversi riconoscimenti, tra cui due David di Donatello, un Prix d'interprétation féminine a Cannes e sei Nastri d'argento (record che condivide con Margherita Buy).

Dopo una lunga assenza, negli anni Duemila torna in auge come protagonista di fiction, su tutte "Il bello delle donne" (2001-2003) e "Caterina e le sue figlie" (2005). 
Scompare nel dicembre 2014, stroncata da un tumore.

venerdì 12 dicembre 2014

Sergio Fiorentini





E' morto ieri sera a Roma l'attore e doppiatore Sergio Fiorentini. Aveva 80 anni. Lo annuncia la moglie Eliana Lupo. Fiorentini, malato da tempo, era ricoverato all'ospedale San Camillo. Era molto noto al grande pubblico anche per il suo ruolo nella fiction Il maresciallo Rocca con Gigi Proietti. Aveva lavorato anche a Il muro di gomma e Io, loro e Lara.
Nato a Roma il 29 luglio del 1934, dopo gli esordi in teatro Fiorentini ha lavorato con Roberto Rossellini per una produzione televisiva sulla figura di Sant'Agostino, Agostino d'Ippona. Ha recitato poi in diversi poliziotteschi anni '70, come Italia a mano armata, Roma, l'altra faccia della violenza (entrambi di Marino Girolami) e Il prefetto di ferro di Pasquale Squitieri.
Ma soprattutto ha prestato la sua voce roca e inconfondibile a personaggi come Gene Hackman e Mel Brooks. Ha interpretato anche Charles Durning in La stangata e Tootsie, Jack Warden in Tutti gli uomini del presidente e Il paradiso può attendere e Ernest Borgnine in Niente di nuovo sul fronte occidentale. Da attore del cinema civile, oltre al ruolo nel film di Marco Risi Il muro di gomma sulla tragedia di Ustica, è stato anche nel cast dell'Angelo con la pistola di Damiano Damiani.
Tra le sue interpretazioni televisive, La Piovra 7 di Luigi Perelli, Il conte di Montecristo (con Gerard Depardieu nei panni di Edmond Dantès), Distretto di Polizia e Il maresciallo Rocca, nel ruolo del brigadiere Cacciapuoti.



giovedì 27 novembre 2014

Vittorio Zarfati


             
                           


Nato a Roma il 25 dicembre del 1907 da una famiglia ebraica, Zarfati soffrì in prima persona le persecuzioni razziali: nel 1944 perse per mano dei nazisti la moglie ed i figli, deportati ad Auschwitz (a sua figlia Rosita Zarfati, trucidata a soli 8 anni, è intitolata una scuola a Velletri).
Volto particolarissimo su di un corpo estremamente gracile, caratterista a tutti gli effetti, Vittorio Zarfati fu scoperto per la strada, ed esordì nel cinema a 70 anni, diventando celebre grazie alle pellicole I nuovi mostri(1977), dove interpretava il produttore di filmini porno ed a E la nave va (1983), di Federico Fellini, dove interpretava il maestro Rubetti.
 Negli anni ottanta entrò nel cast di alcuni grandi successi come Bianco, rosso e Verdone (1981) e nel ruolo del prete in Borotalco (1982), entrambi per la regia di Carlo Verdone, e successivamente nel Nome della rosa di Jean-Jacques Annaud e Rossini! Rossini! di Mario Monicelli. Interpretò anche numerosi spot pubblicitari, sia per l'estero che per l'Italia, (in uno dei più celebri era il pretendente di Natalina nello spot del caffè Lavazza con Nino Manfredi) e in altri ruoli non accreditati. .




Morì all'età di 89 anni nel 1996.

domenica 27 aprile 2014

Angelo Bernabucci




Diventato famoso soprattutto per la sua parte nel film di Verdone `Compagni di scuola´ in cui interpretava il ruolo di Walter Finocchiaro, Angelo Bernabucci viveva a Roma in via Giulia.
Un attore romano, un attore verace di quelli che non studiano all’actors studio ma sui marciapiedi delle periferie, studiando tic, battute, dolore e gioia della gente comune. Metteva questa verità nei suoi personaggi come nel più famoso di tutti, Walter Finocchiaro, il macellaio di compagni di scuola, film cult di Carlo Verdone, su una rimpatriata di una classe venti anni dopo la maturità. Le battute di Finocchiaro sono rimaste nella storia degli anni ’80, e nella memoria di tanti di noi. Al povero Fabris, invecchiato male diceva: «Tu c’hai avuto un crollo dall’ottavo grado della scala Mercalli!». «E’ tremendo, è da denuncia, uno non se po’ presentà ridotto così, deve manna’ un certificato ... ma all’ufficio di igiene però..».  

Ha fatto tanti altri film, come «Fratelli d’Italia», ma anche «Il conte Max» di Christian De Sica, «Piedipiatti» dei Vanzina, senza mai lasciare la sua vera professione, quella di libraio. In fondo Angelo Bernabucci portava sul set se stesso, sempre con la battuta pronta e una filosofia della vita molto romana, «campa che ti passa».

Ricoverato da tempo nell'ospedale Fatebenefratelli all'Isola Tiberina, muore il 26 aprile all'età di 70 anni.





venerdì 10 gennaio 2014

Q. XVII. Trieste






Confini attuali: viale Regina Margherita – piazza Regina Margherita – viale Regina Margherita – piazza Buenos Aires – viale Regina Margherita – via Salaria – via dei Prati Fiscali – ferrovia Roma-Orte – ponte sul fiume Aniene della ferrovia Roma-Orte – fiume Aniene – ferrovia Roma-Orte – via Nomentana – viale Regina Margherita.
Origine del nome: nasce nel 1926 con il nome di Savoia, dal nome della residenza di Casa Reale (l'attuale Villa Ada), per poi assumere il nuovo nome Trieste nel 1946, preso da Corso Trieste, che costituisce la sua direttrice storica, attraversandolo da via Nomentana a piazza Annibaliano.


Corso Trieste anni '50


 Storia: la zona dove oggi insiste il quartiere si trovava fuori dalle mura ed era indicata genericamente come “Campagna Romana”. In età repubblicana i contadini vi coltivavano i propri campi, trasformati poi in latifondi da nobili arricchiti in epoca imperiale. Vaste distese di campi sotto un solo padrone, che ne affidava la coltivazione agli schiavi. Tale processo portò al degrado dell’agricoltura e i campi furono così adibiti a pascolo. Le ville che sorsero nella zona erano contorniate da orti e giardini ben coltivati. Nelle vicinanze si costruirono acquedotti e sepolcri. La zona era delimitata da due antiche strade: la Salaria e la Nomentana. La sistemazione del suo nucleo storico inizia con il piano urbanistico del 1909, firmato dall'architetto Edmondo Sanjust di Teulada, per concludersi intorno agli anni trenta con l’edificazione prima di villini e poi di complessi di abitazione a carattere più intensivo, costruiti sulle aree di ville non più esistenti (per esempio Villa Lancellotti)





Oggi il quartiere raccoglie la metà della popolazione residente nella II Circoscrizione: circa 70.000 individui ed è perciò “popoloso” ed “intensivo”, assillato da numerosi problemi soprattutto di natura viaria. L’inquinamento atmosferico ha ormai raggiunto vertici impensabili (basti pensare che Viale Libia è stata definita “la camera a gas”). Tuttavia il quartiere Trieste offre sensazioni eterogenee con le diffuse vie alberate, con le piazze circondate da aiuole e panchine (come piazza Verbano o piazza Istria), con le chiese moderne, le catacombe che lo attraversano e con infinite gallerie, con le ville che sono testimoni di un illustre passato.

VECCHIA ROMA cantata dai "coreAcore"