lunedì 18 marzo 2013

Q. XII. Gianicolense




 
Veduta aerea Monteverde Nuovo anni 50 in prima vista l'ospedale san Camillo



Superficie: 776,82 ha.

Confini attuali: via di Porta San Pancrazio - via Vitellia - via di Donna Olimpia - Cinconvallazione Gianicolense - viale Trastevere - Mura Gianicolensi - Porta San Pancrazio.

Origine del nome: prende il nome dal Colle Gianicolo compreso nel Rione storico di Trastevere, intorno al quale agli inizi del '900 è avvenuta la prima espansione urbana di Monte Verde. Il nome del colle secondo la tradizione deriverebbe dal dio Giano che vi avrebbe fondato un centro abitato conosciuto con il nome di Ianiculum.

Storia: comunemente chiamato dagli abitanti "Monte Verde", in genere non viene percepito come un unico quartiere, ma suddiviso in tre sub-quartieri: Monte Verde Vecchio (che comprende anche la località Ponte Bianco), Monte Verde Nuovo e Colli Portuensi. La zona è sorta intorno a due nuclei inizialmente distinti: Monte Verde Vecchio e Monte Verde Nuovo. A dispetto del nome, i due nuclei, ormai saldati tra loro, hanno la stessa origine contemporanea: entrambi furono decisi, nei principali assetti viari, dal piano regolatore del 1909. Sta di fatto che mentre il primo ebbe quasi subito la consistenza di "quartiere", il secondo rimase fino al dopoguerra in prevalenza campagna e fu completato negli anni ‘60, anche grazie alle olimpiadi che comportarono, fra l’altro, la realizzazione di un importante asse viario, l’Olimpica.



La costruzione della via Olimpica per le olimpiadi di Roma '60.



Monte Verde Vecchio si snoda intorno al rettifilo di via Carini che inizia quasi davanti alla storica Porta San Pancrazio e arriva con diverse denominazioni nei pressi di Ponte Bianco, ponte ferroviario degli anni venti, fino alla piazza Rosolino Pilo, dove sorge la chiesa parrocchiale "Regina Pacis", che costituisce il vero centro del quartiere.
La zona detta Monte Verde Nuovo, si estende oltre via di Donna Olimpia, ed ebbe origine dalla lottizzazione della settecentesca Villa Baldini. Ciò che rimane della villa è il giardino di largo Alessandrina Ravizza; l'edificio padronale oggi ospita la scuola elementare "Oberdan". Intorno ad essa e soprattutto lungo via Giulia di Gallese, rimangono dei bellissimi villini di inizio '900, tutti con giardino privato, che costituiscono un esempio di discreta qualità urbana e ambientale, rintracciabile anche in altre



Via Donna Olimpia anni '50 prima dell'urbanizzazione


Via Donna Olimpia oggi



Ma in quest’area non ci sono solo ville: in seguito alle demolizioni operate nel centro della città per volontà del Fascismo, vennero costruite le Case Popolari di via di Donna Olimpia per gli sfollati del Rione Borgo, soprannominate sarcasticamente dagli inquilini "i grattacieli". Queste contrastano anche con l'edilizia successiva, che sarà soprattutto signorile, anche se di pessima qualità. L'insediamento poi dell'"Ospedale del Littorio", oggi "San Camillo", contribuirà ad attrarre il ceto medio borghese fatto soprattutto di medici, impiegati statali e professionisti.



Circonvalazione Gianicolense

VECCHIA ROMA cantata dai "coreAcore"