giovedì 28 novembre 2013

Amedeo Amadei





C’era una volta un calcio in cui giocatori giocavano per passione. In cui sputavano anche qualche dente, pur di rincorrere un pallone, pur di vedere la rete gonfiata, o di mantenerla inviolata, questo dipendeva dai ruoli. Un calcio poco accademico: basti pensare che un professore di educazione fisica di nome Naim Krieziu veniva tesserato per l’Associazione Sportiva Roma perchè si era sentito dire che fosse capace di correre i 100 metri in undici secondi netti. I talent scuot giravano per le piazze delle città e dei paesi alla ricerca di qualche giovane di belle speranze, invece di sedersi su un volo per il sudamerica in busisness class, alla ricerca del Pato di turno.

Erano i tempi controversi dell’Italia fascista, inevitabile sfondo di tutta la vicenda, che viene narrata da Marco Impiglia proprio con il ritmo, almeno nelle battute iniziali, di una marcetta dell’epoca. Vennero i tempi della guerra, in cui Amedeo Amadei, il protagonista della nostra storia che risuona ai giorni d’oggi nel tempo favoloso del “c’era una volta”, notò in un amichevole Roma-Napoli che la popolazione era magra, smunta, irriconoscibile. Era affamata di Pane e di Pallone.

Ma facciamo un passo indietro: torniamo a quegli anni trenta, in cui il protagonista della storia era ancora un ragazzino che aiutava il padre al mitico forno che la sua famiglia possedeva a Frascati. Già, perchè se gli italiani dell’epoca avevano fame di ciò che abbiamo detto prima, ad Amadei piaceva tanto sfornare “pagnotte”, quanto tirare le sue mitiche bordate dai limiti dell’aria. Ma allora ne aveva ancora di strada da fare e si limitava a giocare all’esotico fubballe (libera traduzione romana dell’inglese football) nelle piazze di Frascati con i suoi amici. Finchè un giorno, da adolescente, scoprì che a Campo Testaccio qualcuno aveva deciso di provinare le giovani promesse: contando di imbrogliare i genitori con una scusa, saltò in sella alla sua bici e volò verso la Capitale. Come detto erano altri tempi, in cui si poteva anche fare Frascati-Testaccio su due magre ruote.




Venne preso, crebbe ed esordì con la maglia della Roma nel 1937 a soli 15 anni, 9 mesi e 13 giorni (record che ad oggi il fornaretto ancora mantiene). Si fece le ossa a Bergamo, ma all’inizio giocò come ala per la sua incredibile velocità e la sua scarsa vena realizzativa soprattutto nel gioco aereo. Tornò alla Roma e piano piano si conquistò la maglia numero 9, sempre seguendo i consigli dei giocatori più esperti e degli allenatori, in particolare di Alfred Schaffer – della scuola magiara, un po’ il Mourinho dell’epoca – che lo lanciò già dopo il ritorno dal suo prestito all’Atalanta come centravanti, tra le critiche della stampa e del pubblico. In undici anni di militanza per la società capitolina, Amadei realizzò 100 reti in 216 presenze in campionato e in assoluto 146 in 264 occasioni in cui vestì la maglia della Roma. Nella stagione ’41-’42, fu tra i protagonisti del primo scudetto della squadra giallorossa, segnando poi gol a ripetizione con l’Ambrosiana Inter e a fine carriera nel Napoli. Vestì 13 volte la maglia azzurra, realizzando ben 7 reti.






Quelli erano gli anni del fascismo e con l’entrata in guerra le cose al forno non andavano poi tanto bene. La bottega di famiglia fu bombardata e distrutta dagli aerei americani, mentre Amadei venne squalificato a vita per un calcio in zone proibite al guardalinee, che non aveva mai dato. Ci vollero un paio d’anni prima che il Coni riconoscesse l’errore e la fine della guerra prima che la famiglia del fornaretto potesse riavere il suo negozio.








 Ad Amedeo Amadei è stato intitolato il 5 novembre 2007 il campo già "Lucio Mamilio" di Frascati, il più antico impianto sportivo del tuscolano. 
Il 20 gennaio 2009 si è costituito il Roma Club Frascati intitolato al giocatore che ha accettato la carica di Presidente, il club è affiliato all'Unione Tifosi Romanisti.
Il 20 settembre 2012 è stato tra i primi 11 giocatori ad essere inserito nella hall of fame ufficiale della Roma. 

Si spegne a Frascati il 24 novembre 2013 a 92 anni d'età.

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