giovedì 18 luglio 2013

Bombardamento di San Lorenzo





19 Luglio 1943
Una data indimenticabile per San Lorenzo, senz'altro la più importante nella storia del quartiere San Lorenzo.
Seconda guerra mondiale, Roma è sotto l’occupazione tedesca. In questa data la capitale fu attaccata dalle formazioni di bombardieri alleati. Da San Lorenzo parte il bombardamento della città: è il primo quartiere ad essere bombardato ed è quello più duramente colpito. Ecco la descrizione di quello che avvenne:
Sganciano contemporaneamente “Arkansas’ Travellers”, “Pretty Boy”, “Dark Lady”, “Winnie Oh Oh”, “Geronimo II” e gli altri B-17 della prima formazione. Sono esattamente le 11, un minuto e cinquanta secondi. Bombe da 500 libbre, 250 chili.
Il primo stick di otto bombe tocca terra alle 11.03, dopo un minuto e 10 secondi dal lancio: è quello mirato da Owen Gibson, il puntatore della “Lucky Lady”. Centra in pieno i binari, due vagoni e un capannone dello scalo merci San Lorenzo.





Una parte degli ultimi stick sganciati investe in progressione il Viale dello scalo San Lorenzo e il viale del Verano che ne costituisce il proseguimento, le due strade che costeggiano sulla destra l’area ferroviaria. Quella prima raffica tocca anche largo Talamo, via dei Liguri, via degli Enotri, via dei Piceni. Almeno otto palazzi sono centrati, su queste strade; un altro è colpito all’inizio di via Porta Labicana.
Arrivano altre formazioni, quelle che seguono il flight leader. Arrivano gli Squadron del 319° e del 54°, i B-17.
I bombardieri hanno l’ordine di lanciare mirando strettamente alle nubi di polvere, al fumo e agli incendi provocati dal primo passaggio, quello della formazione del flight leader, ma la zona coperta da polveri e fumi s’allarga sempre di più, ad ogni ondata, e inevitabilmente i grappoli di bombe finiscono fino a tre, quattro, cinquecento metri di distanza dallo scalo. Viene investito in pieno il quartiere San Lorenzo, vengono centrati il piazzale del Verano e l’adiacente piazzale San Lorenzo.







Le maggiori devastazioni sono concentrate nel triangolo formato dal piazzale Sisto V, piazzale San Lorenzo, piazza Porta Maggiore.
Il primo, sommario rapporto sui danni è quello dei vigili del fuoco inviato il giorno successivo al Ministero dell’Interno. Si parla di zone sconvolte dalle bombe, traffico impossibile, linee postelegrafoniche interrotte, stabiliti completamente rasi al suolo, depositi incendiati ancora in fiamme, zone spezzonate e mitragliate, strade interrotte da macerie, cavi elettrici, rotaie divelte e crateri delle bombe, tubazioni idriche interrotte.
L’unica breve relazione ufficiale italiana sul bombardamento parla di 3.000 bombe sganciate, tra quelle di grosso, medio e piccolo calibro, di oltre 2.000 morti e 2.000 feriti.
In realtà si è accertato successivamente che i morti non furono meno di 3.000 in quel bombardamento ed i feriti tra gli 11.000 e i 12.000.
Al termine del bombardamento Papa Pio XII si recò a visitare le zone colpite, benedicendo le vittime sul Piazzale del Verano.



Pio XII in visita al quartiere San Lorenzo il 20 luglio del 1943.
                                   










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