domenica 5 maggio 2013

La Scala Santa








 Una tradizione medievale, cominciata a circolare nell’Anno santo 1450, la vuole giunta a Roma nel 326, per volontà di Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino, la quale l’avrebbe prelevata dal palazzo di Pilato, a Gerusalemme. È la cosiddetta Scala Santa. Gesù l’avrebbe salita e ridiscesa due volte nel giorno della condanna a morte. Sant’Elena l’avrebbe poi donata a Papa Silvestro I e lui l’avrebbe collocata davanti all’originaria residenza papale, oggi sostituita dal Palazzo Lateranense, storicamente conosciuta come Patriarchio. Nel piano di ristrutturazione di quest’ultimo, ordinato da Sisto V sul finire del ’500 e affidato all’architetto Domenico Fontana, per la Scala Santa non si trovò soluzione migliore che appoggiarla al “Sancta Sanctorum”, la cappella personale dei pontefici, in una struttura posta sul lato est della piazza.


 



Quasi a voler sottolineare lo straordinario avvenimento, lo stesso Fontana racconta che il trasporto dei 28 gradini marmorei avvenne di notte, al lume di torce e al canto di preghiere e salmi e che furono messi in opera iniziando dall’alto perché non venissero calpestati dai piedi degli operai, ma toccati solamente dalle ginocchia. Una tradizione che i pellegrini hanno mantenuta nel tempo tanto che, per impedirne l’usura, nel 1723 Innocenzo VIII li fece coprire con tavole di noce.


 



Per agevolare l’afflusso dei fedeli, in numero sempre crescente, Fontana affiancò poi alla Scala Santa altre quattro scale, mentre ai lati del “Sancta Sanctorum” eresse le cosiddette “nuove cappelle”: quella di San Lorenzo, che funge da chiesa vera e propria, e quella di San Silvestro, oggi adibita a coro dei Passionisti. Con una bolla, il 24 maggio 1590 Sisto V annuncia la chiusura dei lavori e da quella data la Scala Santa entra a far parte tanto della storia artistico-urbanistica di Roma quanto di quella liturgica e penitenziale.

La Scala può a giusto titolo considerarsi la misura della devozione popolare alla Passione. A salirla, pure molti Papi. Memorabile l’ultima visita fatta da Pio IX il 19 settembre 1870, alla vigilia della presa di Roma. Il Pontefice la salì in ginocchio, sorretto dal beato Bernardo Silvestrelli, generale dei Passionisti ai quali proprio Pio IX aveva affidato, nel 1854, la custodia del santuario.

1 commento:

  1. Ciao Fabrizio, grazie del tuo affettuoso pensiero, ho approfittato per fare un giretto virtuale a Roma, è sempre bello passare da te, un abbraccio

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