venerdì 15 marzo 2013

Accattone




Locandia del film



Il film è una metafora di quella parte di Italia costituita dal sottoproletariato che vive nelle periferie delle grandi città senza alcuna speranza per un miglioramento della propria condizione, a cui non resta che la morte come via di uscita da una condizione disperante.
Il film doveva essere prodotto da Federico Fellini, che tuttavia si tirò indietro all'ultimo momento, preoccupato dall'imperizia di Pasolini con le tecnicità del mezzo, a cui si avvicina per la prima volta con questo progetto. Il film sarà quindi prodotto da Alfredo Bini.


 
Celebre scena davanti al bar Necci al Pigneto


Le riprese del film furono effettuate tra l'aprile e il luglio 1961. La scelta di utilizzare in massima parte attori non-professionisti esprime la convinzione di Pasolini che essi non sono "rappresentabili" da nessun altro che da essi stessi in quanto soggetti incontaminati, puri, privi delle sovrastrutture imposte dalla società. 
Per girare gli esterni, la piccola troupe (composta, tra gli altri, dal giovane Bernardo Bertolucci in veste di aiuto regista) si spostava nei luoghi simbolo della periferia romana: via Casilina, via Portuense, via Appia Antica, via Baccina, Ponte Sant'Angelo, Acqua Santa, via Manuzio, Ponte Testaccio, il Pigneto, borgata Gordiani, Centocelle, la Marranella, Subiaco (il cimitero).


scena a villa Gordiani
Pasolini durante le riprese

Franco Citti durante le riprese a Centocelle


Il costo approssimativo del film si aggirò intorno ai cinquanta milioni, quanto un "film di serie B" di quegli anni. 
La voce di Franco Citti è in realtà quella dell'attore Paolo Ferrari, scelto da Pasolini, che seguì personalmente il doppiaggio del film. 
Presentato alla 26ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia il 31 agosto1961, il film di Pasolini ricevette dure contestazioni. Alla "prima" del film al cinema Barberini a Roma, un gruppo di giovani neofascisti cercarono di impedire la proiezione, lanciando bottiglie d'inchiostro contro lo schermo, bombette di carta e finocchi tra il pubblico. Ci furono colluttazioni e la visione del film fu sospesa per quasi un'ora.


  
Citti e Pasolini durante una pausa nelle riprese del film


La pellicola uscì nelle sale il 22 novembre 1961. Il film sarà bloccato in sede di censura e ritirato da tutte le sale italiane. 
Nel 1962 viene presentato al Festival Internazionale del cinema di Karlovy Vary (Cecoslovacchia) e vince il Primo premio per la regia. Nel 1962 l'avvocato e politico Salvatore Pagliuca fece causa a Pasolini e alla società Arco film perché nel film un criminale aveva il suo stesso nome, chiedendo il risarcimento dei danni morali e l'eliminazione del suo nome, ottenendo il risarcimento dei soli danni materiali.



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