mercoledì 9 gennaio 2013

La Strage di via Prati di Papa





E’ il 14 febbraio del 1987. Un freddo sabato d’inverno. Alle 7,30 un furgone portavalori esce dal Caveau centrale delle poste di piazza san Silvestro scortato dalla volante 43 della Polizia di Stato. Su quella volante ci sono 3 giovani agenti. 3 uomini che stanno andando incontro al loro destino, al loro terribile destino. Rolando è il capopattuglia, Giuseppe è l’autista, Pasquale è il gregario e siede dietro. Rolando ha 26 anni . Giuseppe 23. Pasquale 29 
Il furgone e la volante fanno due soste, una agli uffici dell’Eur e un’altra in via Sereni poi si dirigono verso viale Marconi e stanno per imboccare via Prati di Papa, una stradina stretta… 
In quel momento passano alcune persone che vengono invitate ad allontanarsi da finti agenti di polizia; in realtà sono degli assassini, sono i membri di una costola delle Brigate Rosse, è un comando del Partito Comunista Combattente. 
Sono 8 individui, alcuni testimoni parlano invece di 10 o 12. Sono divisi in due nuclei: il gruppo di fuoco (con il compito di uccidere) e il gruppo di fiancheggiamento (con il compito di svuotare il furgone). 
Il portavalori e la volante adesso sono in via Prati di Papa e stanno per percorrere la salita quando una Renault 14, gli taglia la strada. E’ l’inferno! Ai lati della Giulietta della Polizia si scatena il fuoco incrociato dei brigatisti. Sparano con pistole, fucili a pompa e mitragliatrici. Una sessantina i colpi. 
Rolando muore sul colpo, non riesce neanche a dare l’allarme via radio. Giuseppe, l’autista, sviene e si accascia sul volante. Pasquale tenta di rispondere al fuoco, esce dall’auto ma viene colpito anche lui in più parti del corpo.






Intanto gli altri brigatisti stanno svuotando il furgone. 150 milioni di lire. 
Il comando a questo punto ripiega non prima di aver sparato verso le finestre di un palazzo ferendo una donna affacciata. 
La scena adesso è surreale, drammatica, c’è odore di morte. 
Rolando è deceduto. 
Giuseppe e Pasquale stanno agonizzando. Arrivano i soccorsi. La corsa all’ospedale e la caccia a quei maledetti. 
Anche Giuseppe muore poco dopo. 
Alle 10 la rivendicazione, a Bologna, al quotidiano Repubblica: “Brigate Rosse, Partito Comunista Combattente”, dice la voce. 
Rolando Lanari e Giuseppe Scravaglieri sono morti. Per i loro assassini ci sarà il carcere; per i due agenti, una medaglia al valor civile. 

1 commento:

  1. oggi 30 anni io c'ero, li ho visti, miei coetanei stessa divisa, stessi sogni... non li conoscevo personalmente ma in quel periodo indossavamo la stessa divisa, vorrei chiedere agli esecutori di questa strage se tutto questo dolore ha portato a qualcosa!

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