domenica 2 dicembre 2012

Febbre da Cavallo









Febbre da cavallo è un film del 1976 diretto da Steno, ed interpretato da Gigi Proietti ed Enrico Montesano assieme a Francesco De Rosa, Adolfo Celi, Catherine Spaak, Mario Carotenuto e Gigi Ballista. 
Inizialmente il film fu ideato come prodotto di cassetta destinato ad essere dimenticato rapidamente dopo il suo passaggio nelle sale cinematografiche. I molteplici passaggi televisivi della pellicola lo hanno nel tempo rilanciato, fino a farne un cult per appassionati della commedia leggera all'italiana e per frequentatori più o meno assidui di sale scommesse e ippodromi.
Gran parte del film è stato girato tra Piazza Venezia e Piazza Margana. Nella prima Gabriella gestisce il Gran Caffè Roma, locale tuttora esistente ma profondamente rimaneggiato (non esiste più nemmeno l'insegna); nella seconda, in un angolo defilato, si trova (ancor oggi perfettamente uguale) il portone della casa di Pomata, dove sta appostato il Ventresca. L'ospedale dove il Pomata ricetta i medicinali rubati da Luciano Bonanni è il Fatebenefratelli sull'Isola Tiberina. La farmacia Magalini esiste ancora, e non è molto cambiata dall'epoca del film. Le scene in treno sono state girate sulla linea Roma-Formia-Napoli, mentre quelle di stazione ambientate a Napoli sono in realtà girate alla Stazione Termini di Roma. Le scene nei vari ippodromi presenti nel film sono tutte girate all'Ippodromo Tor di Valle. Infine, la scena in cui l'auto di Mandrake si ferma perché senza benzina è girata sulla via Ostiense, tra Tor di Valle e Vitinia.
Inizialmente il film doveva essere serio, un'accurata analisi del fenomeno sociale del gioco d'azzardo, con risvolti drammatici. Inoltre la regia era già stata affidata a Nanni Loy. Senza una particolare ragione però, il soggetto finì in mano a Steno, che riscrisse la sceneggiatura insieme al figlio Enrico, trasformandola in una commedia. Anche il titolo Febbre da cavallo fu un'idea sua. 
Del film è stato girato un sequel nel 2002, Febbre da cavallo - La mandrakata, diretto da Carlo Vanzina (figlio di Steno, il cui vero nome era Stefano Vanzina).





VECCHIA ROMA cantata dai "coreAcore"