mercoledì 11 aprile 2012

Bombolo




L'attore romano Franco Lechner, più noto al grande pubblico con il nome d'arte di Bombolo, soprannome dato  probabilmente dalla canzonetta del ventennio fascista "Bombolo" di Marf & Mascheroni,  presenva una comicità e un'ilarità essenzialmente fisiche, provocando il riso della platea romana, grazie alla sua mimica facciale stravolta, all'espressione bovina dello sguardo, al pianto onomatopeico (Tzè!) da fumetto, ai movimenti inconsulti. La lingua saetta e sputazza imprecazioni e lamenti tra labbra carnose, la pancia obesa sobbalza nella corsa, la calvizie è mal nascosta dal riportino e la gommosa faccia flaccida funge da vero e proprio punching ball da parte del tiranneggiatore di turno. Bastava dunque una sua smorfia  per suscitare nello spettatore un'incontenibile ilarità.
Proprio nel centralissimo quartiere romano di Campo dei Fiori Bombolo sbarcava il lunario, vendendo piatti e ombrelli ai passanti agli angoli delle strade. Il simpatico commerciante vendeva piatti anche vicino agli studios di Roma Cinecittà senza passare inosservato. Personaggio estroverso e ingombrante, dalla faccia espressiva, dall'animo vagabondo e dalla comicità selvaggia, nel 1975 attirò così l'attenzione dei registi Mario Castellacci e Pier Francesco Pingitore. Questi lo portarono sul palcoscenico come uno degli interpreti degli spettacoli di satirica de "Il Bagaglino" al Salone Margherita. Periodo di successo ma anche di grande fame, perché Bombolo prendeva poche lire al teatro e la mattina continuava a vendere piatti per le strade di Roma. Lo stesso regista Pier Francesco Pingitore con Mario Castellacci, lo fece esordire nel film Romolo e Remo: storia di due figli della lupa (1975).

 


Verso i quarant'anni, grazie alla carriera cinematografica, Bombolo smise di fare il venditore ambulante, anche se non diventò mai ricco. Diventò un attore da strada, lanciato per sempre nel mondo dello spettacolo da Bruno Corbucci regista di vari film di genere comico-popolare comico-avventuroso utilizzato spesso come spalla di attori come Tomas Milian, Enzo Cannavale, Pippo Franco, interpretò ruoli comici gag basate principalmente sulla fisicità, sulla mimica facciale, sull'utilizzo dell'onomatopea (famoso il suo Tze Tze!), del turpiloquio e del dialetto romanesco, recitando prevalentemente in B-movie. Bombolo divenne famoso soprattutto per aver interpretato il personaggio di Venticello, ladruncolo ed informatore della polizia, nella serie poliziottesca di Nico Giraldi, in cui appare in nove degli undici film realizzati.
Il suo personaggio divenne una sorta di maschera tipica e lo rese uno degli attori più usati del cinema trash italiano degli anni '70 ed '80.
Morì il 21 agosto 1987, all'età di 56 anni. Riposa nel cimitero di Prima Porta, a Roma.



VECCHIA ROMA cantata dai "coreAcore"