venerdì 17 febbraio 2012

Giordano Bruno

Filippo Bruno


Il 17 febbraio 1600, Giordano Bruno moriva bruciato vivo sul patibolo dell’inquisizione romana a Campo de' Fiori a Roma proprio dove nel 1889 venne edificato il monumento in suo onore ad opera dello scultore Ettore Ferrari.


Monumento di Giordano Bruno in Campo de' Fiori


Domenicano, sedotto dalla Riforma senza aderirvi, Bruno non era né la prima né l’ultima vittima di quest’istituzione il cui scopo era quello di estirpare l’eresia, anche con i mezzi più terribili. Ma, agli occhi della storia, Bruno fu molto più di uno semplice eretico. Per la prima volta la chiesa cattolica romana eliminava fisicamente il partigiano di una teoria scientifica allora nuova in Europa: l’ eliocentrismo del sistema copernicano. Ciò che più conta, Bruno aveva pronunciato questa teoria corredandola con un’intuizione che doveva rovesciare la nostra visione del mondo: quella di un Universo infinito. Spingendo, attraverso scritti filosofici non sistematici, fino alle sue conseguenze estreme la sua adesione al sistema di Copernico, Bruno costruì così un cosmologia dove l’uomo, in comunione con un dio immanente alla natura, è, forse, il vero centro divino. E per questo perse la vita.
Filippo Bruno, divenuto poi padre Giordano, nacque nel gennaio del 1598 a Nola, cittadina del Regno di Napoli.



VECCHIA ROMA cantata dai "coreAcore"