venerdì 6 gennaio 2012

La festa della Befana

 

Per tradizione antica la notte tra il 5 e il 6 gennaio veniva considerata una notte magica. Era la notte della Befana e veniva attesa sia con ansia che con preoccupazione perchè portatrice di doni per i buoni e carbone per chi fosse stato cattivo. Fino a qualche decennio fa, quando mi potevo considerare ancora un bambino, la vera festa dei bambini era proprio l'Epifania, il giorno che arrivavano i tanto attesi giocattoli. Poi con il tempo fu messa in ombra da Babbo Natale e il suo orrendo consumismo tanto che la festa fu addirittura abolita con legge di Stato nel 1977. Nell'ottica di recuperare tale rito, radicato nella cultura popolare, che evoca nell'immaginario collettivo l'anno vecchio che se ne va e quello nuovo che arriva, a furor di popolo fu reintrodotta nel 1985, anno della famosissima e indimenticabile, per quelli della mia età, nevicata a Roma.


E' uno dei ricordi più vivi che ho da bambino. Mio padre per tradizione amava festeggiare sempre e solo la Befana per noi figli  la notte tra il 5 e il 6 gennaio, quando ormai io e mia sorella eravamo già nel mondo dei sogni, riempiva di regali la nostra cucina  e precisamente sopra la macchina del gas, all'epoca si chiamava così, a simboleggiare la venuta della Befana giù dalla cappa. La mattina al risveglio ci si precipitava con la mia sorellona Tiziana in cucina e lì saliva un tremolio di sorpresa e si impazziva dalla felicità.
La Befana del 1985 fu per i bambini romani un evento unico, indimenticabile. Ai tanto attesi regali si univa la magia della neve che tanti come me non aveva mai visto in vita sua. In quei giorni si scendeva per le strade del quartiere e si faceva a pallate di neve, con delle buste di plistica si adattavano a mò di slittino e giù per le discese con i freddi fiocchi di neve che ti venivano in faccia. E si rideva, rideva, rideva come non mai e soprattutto si era felici con così poco.

VECCHIA ROMA cantata dai "coreAcore"