domenica 7 ottobre 2012

Q.VII. Prenestino Labicano










Superficie: 470,89ha.

Confini attuali: piazzale Labicano – via Prenestina – piazza Cavallini – piazzale Prenestino – largo Preneste – via Tor de’ Schiavi – largo della Primavera – viale della Primavera – via Casilina – piazzale Labicano (porta Maggiore esclusa).
Origine del nome: il nome del quartiere deriva dalla via Prenestina e la via Casilina. La prima fu così chiamata in quanto conduceva all’antica Preneste (oggi Palestrina), ma nel primo tratto fu chiamata anche Gabina perché portava alla città diGabii a circa 18 km da Roma. La seconda era detta, in antico, Labicana perché conduceva a Labicum (Valmontone). Il toponimo odierno deriva da Casilinum (l’attuale Capua) dove conduceva la via. Nella zona delimitata da queste due vie sono innumerevoli le testimonianze di scoperte archeologiche.

Storia: il Prenestino-Labicano è fra i primi 15 quartieri nati nel 1911, ufficialmente istituiti nel 1921. Nel corso degli anni il quartiere ha perso gran parte del territorio, incorporato dal quartiere e dal suburbio tiburtino. Intorno al 1870 l’area era interamente a carattere agricolo con casali e qualche villa, attraversata dal lungo vicolo del Vigneto, con una via Casilina del tutto deserta, frequentata solo dai carretti che trasportavano il vino dai Castelli. Nel primo ventennio del Novecento nella zona “fuori porta Maggiore” era già cominciato il caotico addensamento di casupole e baracche del Pigneto e lungo Tor Pignattara. In queste zone sorsero borgate popolari in cui gli architetti cercavano di realizzare una “accademica geometria”; al contempo gli impresari si concentravano sulla costruzione di stabili da cui ricavare il massimo profitto. Nel giro di pochi anni l’area venne completamente urbanizzata con abitazioni a carattere intensivo ( le grandi imprese costruirono perlopiù “alveari umani”) e strade strette, in un tessuto caotico e disorganico che provocò in breve tempo la scomparsa degli spazi verdi, pubblici e privati. 


via di Tor Pignattara anni '50



Oggi in questo quartiere è possibile rintracciare le forme e le caratteristiche della periferia popolare romana. E’ forte il contrasto tra la presenza di baracche e piccole abitazioni corrose dal tempo e dall’incuria, accanto a stabili moderni ed efficienti. Nella zona si respira un fermento di vita attiva: le vie luminose e molto trafficate sono contornate da negozi spesso gestiti da stranieri, vetrine chiassose e attraenti talvolta al fianco di piccole botteghe visitate dalla gente del quartiere. La zona della Prenestina, del Pigneto, dell’Acqua Bulicante, e di Tor Pignattara formano nell’insieme quasi un’altra città fuori dalla ferrovia e dalle mura, che racchiude in sé alcuni tratti caratteristici appartenenti alla capitale: il clima variegato, il vissuto multicolore, la caoticità e il piacere di vivere in strada tra la gente.




Il Pigneto


Il Pigneto, così chiamato per la presenza degli alti pini che ombreggiano le vie della zona, è un quartiere romano che si estende, a mo' di triangolo, da Porta Maggiore, tra le vie Prenestina, Casilina e dell'Acqua Bullicante.
Fino al finire dell'Ottocento la zona era pressoché inabitata e prettamente rurale, utilizzata per il pascolo, con solo alcuni casali e qualche villa circondati dai pini. 
A partire dalla fine del XIX secolo nella zona si sviluppò un agglomerato industriale che fece del Pigneto un quartiere popolare abitato da operai e ferrovieri. Cooperative e privati costruirono palazzine, piccoli edifici a casette spesso ad un solo piano al di fuori di un disegno urbanistico unitario per ospitare l'afflusso di manodopera.
Le cooperative dei ferrovieri si occuparono della costruzione della cosiddetta zona dei villini. Denominata anche città giardino del predestino è costituita da villini bifamiliari in stile liberty tutti circondati da giardinetti privati. 


piazza Copernico



Molti villini subirono i bombardamenti del '44, altri vennero rimpiazzati nel dopoguerra da piccoli condomini.
In via Fanfulla da Lodi si trova il bar in cui Pier Paolo Pasolini girò il film Accattone con Bertolucci come aiuto regista.


il famoso Bar Necci di via Fanfulla da Lodi



Oggi il Pigneto mantiene il suo carattere popolare, in un ambiente “ripulito” e rivalutato in cui numerosi locali e bar diventano sedi di incontro e divertimento nelle notti romane.





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