sabato 15 settembre 2012

Q.V. Nomentano





Superficie: 326,11 ha.
Confini attuali: comprende la zona tra via Nomentana, la tangenziale est, il Policlinico Umberto I e parte della zona di San Lorenzo.
Origine del nome: il quartiere prende il nome dalla Via Nomentana, una delle più antiche strade del Lazio.
Storia: il Nomentano nacque come quartiere destinato all’alta borghesia ed alle rappresentanze diplomatiche. La costruzione iniziale risale alla fine del XIX secolo e all'inizio del XX quando lungo la Salaria e la Nomentana si costituì progressivamente una cinta di ville di gran lusso: fu così che sorsero, più di un secolo fa, corso d’Italia e la via Po. Il quartiere ha la forma di un triangolo irregolare e poggia su un terreno ondulato. La parte compresa tra la Via Nomentana, il Viale del Policlinico, la Via di Villa Massimo è la più signorile, edificata tra la fine del XIX secolo e il primo trentennio del XX con raffinati villini e palazzine. Immediatamente a ridosso del Viale XXI Aprile e di Piazza Bologna, e sull'asse del Viale delle Province, si trovano decorosi edifici di edilizia intensiva e popolare costruiti negli anni ‘30. Tra la Via Tiburtina e la omonima Stazione si trova il piccolo agglomerato di graziose casette popolari conosciuto come Quartiere di Sant'Ippolito o Tiburtino Secondo. La zona ha avuto un forte sviluppo, soprattutto come zona residenziale, nel Ventennio fascista e nell'immediato secondo dopoguerra, in cui si è arrivati rapidamente alla saturazione dello sviluppo territoriale. In questo periodo l’urbanizzazione ha abbandonato aspetti e contenuti elitari, dedicandosi alla piccola borghesia in costante aumento, creando agglomerati intensivi di abitazioni. Durante la Seconda Guerra Mondiale il quartiere fu obiettivo di aspri bombardamenti da parte delle forze alleate, in particolare di quello del 14 marzo 1944, ricordato come il terzo più grande sulla capitale per tonnellaggio e numero di vittime. 



Villa Torlonia



Fino agli anni settanta, la zona intorno alla Villa Torlonia ha visto la deplorevole sostituzione di villini con palazzine moderne ed edifici per uffici. Anche se tale pratica è stata poi vietata dal Piano Regolatore e dalla opposizione dei residenti, che è riuscita ad impedire per quarant'anni l'edificazione di un lotto immediatamente adiacente alla Villa, è proseguito il fenomeno della terziarizzazione, con la sostituzione delle residenze con uffici. Per questo motivo si registrano volumi di traffico e di inquinamento superiori alla media del comune, che costringono, tra l'altro, a frequenti interventi per la ristrutturazione delle strade. Ora si assediano le ultime riserve di spazio sfruttabile, rimaste sotto il vincolo della servitù militare, come la nota Batteria Nomentana, quanto resta della caserma del Castro Pretorio, e la vasta area destinata alla scuola, nonché caserma della Guardia di Finanza.

2 commenti:

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    un saluto!

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