sabato 22 settembre 2012

La Stazione Termini








Quanti di voi conoscono la Stazione Termini così come rappresentata in questa vecchia foto? Anche questo importante scalo ferroviario di Roma e d’Italia ha alle “spalle” una storia fitta fitta di curiosità.
La stazione è situata sul colle Esquilino e prende il nome dalle antiche Terme di Diocleziano. Quindi il nome Termini non significa “meta finale” o “fine del viaggio”, come qualcuno ha interpretato la parola. Il toponimo Termini deriva proprio dalla deformazione della parola latina thermae.
La nascita della stazione risale al 1860, quando fu presentato a Pio IX un progetto dal commissario generale delle Ferrovie pontificie. Fu aperta al pubblico nel 1863 con il nome di “Stazione Centrale delle Ferrovie Romane”, in concomitanza con l’inaugurazione del collegamento ferroviario di Roma con Ceprano e quindi Napoli.
Nel 1867 continuarono i lavori per trasformarla in una vera e propria stazione. Questo determinò lo sbancamento del Monte di Giustizia, una collina di 73 metri, formatasi ai tempi della costruzione delle terme in seguito alla gran quantità di terra scaricata.
La facciata della stazione si presentava così come si può vedere dalla foto sopra. Nella piazza antistante vi era stato collocato l’obelisco di Dogali , risalente all’epoca del faraone Ramsete II. Negli anni ‘20 l’obelisco fu spostato da piazza dei Cinquecento nel giardino di via delle Terme di Diocleziano, dove tuttora è situato.






In occasione dell’esposizione universale del 1942 si decise di dare un “volto” più moderno alla stazione accogliendo il progetto di Angiolo Mazzoni. Con l’entrata in guerra dell’Italia e il collasso dello stato fascista, i lavori si dovettero arrestare. Dopo la Seconda Guerra Mondiale si decise di indire un concorso per il completamento dell’opera, vinto dagli architetti Montuori e Vitellozzi. La stazione venne infine inaugurata nel 1950.





La nuova stazione, ossia quella attuale, si caratterizza esteriormente per la lunga sinuosa pensilina in cemento popolarmente chiamata “il dinosauro” la quale presenta un fregio astratto in alluminio di Imre Tot del 1954.
L’accesso ai treni avviene tramite la “Galleria di gomma”, chiamate così per la particolare pavimentazione, è una strada pedonale trasversale che collega via Giolitti a via Marsala.






Altra curiosità sulla stazione Termini riguarda la Lampada OSRAM eretta nel 1960 sul piazzale antistante. In occasione delle olimpiadi di Roma, la OSRAM fece installare davanti alla stazione un palo molto alto con sopra una serie di lampade a vapori di mercurio, una novità per il tempo. La lampada fu anche protagonista dell’omonima canzone di Claudio Baglioni dall’album Sabato Pomeriggio.



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