venerdì 6 luglio 2012

La storia dei quartieri romani






La storia dei quartieri ha inizio come diretta conseguenza dell’importante incremento demografico della capitale: i costruttori, spinti da una domanda crescente, furono obbligati ad andare “fori de porta” superando il millenario limite delle mura aureliane. Ma non era cosa da poco, si trattava di invadere zone militari, andare contro qualsiasi pianificazione urbanistica con il timore di avvicinarsi troppo ad aree malariche.

Fu subito evidente la nuova realtà, urbanistica e sociale dei quartieri, nuclei destinati ad espandersi con una fisionomia nettamente diversa da quella dei rioni: vie dritte e larghe costruzioni come palazzetti privati, villini e ville, progettate e realizzate intensivamente per i vari strati del ceto impiegatizio. La città si espanse in più direzioni; le case andarono straripando seguendo in preferenza le direttrici delle strade consolari: fu nel 1911 che il Comune decise la regolarizzazione dei nuclei organizzati fuori le mura. Da quel preciso momento storico, a Roma, il termine “quartiere” non sta più a significare la quarta parte di una città, ma indica una circoscrizione urbana esterna alla cerchia muraria: per quartieri di Roma si intendono le zone di nuova urbanizzazione nate soltanto dopo l'istituzione dell'ultimo rione, “Prati”.

I primi 15 di essi furono ufficialmente istituiti e numerati nel 1926 con la delibera del governatore di Roma che completò l’opera già iniziata dalla giunta e dal consiglio comunale nel 1911.

Nacquero così i seguenti quartieri: Flaminio, Parioli, Pinciano, Salario, Fomentano, Tiburtino, Prenestino-Labicano, Tuscolano, Ostiense, Portuense, Gianicolense, Aurelio, Trionfale e Milvio.

Nel 1930 esistevano anche altri due quartieri, ancora non ufficialmente istituiti, il sedicesimo, chiamato Città Giardino Aniene nel 1924 e il diciassettesimo, chiamato Savoia nel 1926. Successivamente, negli anni, questi ultimi due, insieme al terzo e al quindicesimo, assunsero una nuova denominazione, in seguito a delibere istituzionali. Il quartiere 15, "Milvio", divenne “Della Vittoria” nel 1935, il quartiere 3, "Vittorio Emanuele III", divenne “Pinciano” nel 1946, il 17, Savoia, divenne Trieste pure nel 1946, mentre il quartiere 16, "Città Giardino Aniene", divenne “Monte Sacro” nel 1951.

Altri quartieri sono stati istituiti dopo la guerra in conseguenza dell'allargamento del territorio urbano. Questi "nuovi" quartieri hanno i numeri dal 18 al 35. La città è ora suddivisa in 35 quartieri.

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