mercoledì 2 maggio 2012

Mario Riva




Il primo settembre del 1960, in un banale incidente a Verona, moriva a 47 anni, Mario Riva.
Impegnato proprio in un'edizione speciale del suo programma Il Musichiere all'Arena di Verona rimase vittima di quello che sembrò un banale incidente (una caduta nella buca del palcoscenico) si rivelò invece fatale, mettendo fine ad una storia professionale fatta soprattutto di una lunghissima gavetta e di un successo tardivo, ma memorabile. 
Il suo 'Il Musichiere' è stato infatti per anni l"avvenimento' senza rivali del sabato sera sul piccolo schermo e non solo. Un programma - compresa la sigla di chiusura 'Domenica è sempre domenica' (di Gorni Kramer, Garinei e Giovannini ) ritagliato su misura per l'aria scanzonata e la bonomia del conduttore, capace di ospitare con grande empatia ospiti nazionali e internazionali di altissimo livello: da Totò a Gary Cooper, tra gli altri. Il duetto canoro tra Coppi e Bartali, acerrimi nemici sulle due ruote, ma amici nella vita, divenne - anche grazie all'abilità di Riva - un classico della televisione italiana.  La prima trasmissione andò in onda nel dicembre 1957 per chiudersi, 90 puntate dopo, nel 1960 con la morte del conduttore. Il sabato sera, i cinema, al posto del film in cartellone, trasmettevano il programma diffuso dallo storico 'Studio Uno' di via Teulada a Roma. 



Bartali e Coppi ospiti al Musichiere


Nato a Roma nel 1913, vero nome Mariuccio Bonavolontà - aveva alle spalle una robusta carriera di attore comico: giovanissimo negli anni '40 aveva esordito con spettacoli per i soldati italiani; nell'immediato dopoguerra era passato all'avanspettacolo e subito dopo, per tutti gli anni '50, nella rivista e nella commedia musicale.
Nel suo lavoro aveva collaborato con molti, destinati poi a rappresentare la storia dello spettacolo italiano come  Totò, Anna Magnani, Paola Borboni, con la Compagnia di Peppino De Filippo.
Nel 1948, al teatro Colle Oppio di Roma, Riva aveva incontrato Riccardo Billi, altro giovane emergente attore comico, con il quale costituì una delle prime "coppie" comiche dell'epoca dando così il via a un modello che ha avuto grande successo: Totò e Peppino, Tognazzi e Vianello, Franco e Ciccio, Ric e Gian, Cochi e Renato, fino ai nostri giorni Greggio e Iachetti.
Al cinema Riva ebbe al suo attivo oltre 40 film, sia come protagonista sia come 'guest star' assieme a Totò, Peppino De Filippo, Alberto Sordi, Walter Chiari e Aldo Fabrizi. Tra le pellicole: 'Accadde al commissariato' (1954), 'Accadde al penitenziario' (1955), 'Arrivano i dollari!' (1956), 'Ladro lui, ladra lei' (1957), 'Toto Peppino e le fanatiche' (1958), 'Il Vigile' (1960).



Riva con Aldo Fabrizi in una scena del film
 "Accade al penitenziario" del 1955


Riva - insieme a Buongiorno - ebbe la capacità di comprendere subito l'enorme potenziale di comunicazione della televisione: per questo fece perno su una conduzione popolare con l'uso ravvicinato della telecamera per dialogare direttamente con il telespettatore.  E fu ripagato dal pubblico che lo sentiva vicino e amico: basti pensare che ai suoi funerali parteciparono 250.000 persone.




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