giovedì 31 maggio 2012

Il Cimitero degli Inglesi




L'entrata del Cimitero




Datato ufficialmente 1821 ma aperto mezzo secolo prima, venne concepito e costruito per ospitare le tombe di tutti coloro che non si professassero cattolici, con particolare riferimento agli stranieri che si fossero trovati a Roma al momento del decesso o che desiderassero esservi seppelliti. Si trova  nel quartiere di Testaccio, vicino a Porta San Paolo, a lato della Piramide Cestia.
Dal momento che le norme della Chiesa cattolica vietavano di seppellire in terra consacrata i non cattolici — tra cui i protestanti, gli ebrei e gli ortodossi — nonché i suicidi, questi, dopo morte, erano "espulsi" dalla comunità cristiana cittadina e inumati fuori dalle mura (o al margine estremo delle stesse). Le inumazioni avvenivano di notte per evitare manifestazioni di fanatismo religioso e per preservare l'incolumità di coloro che partecipavano ai riti funebri.
Fisicamente, il cimitero è diviso in due zone. La prima è letteralmente disseminata di lapidi e statue funerarie immerse nei cipressi, tra angeli di pietra e croci dalle forme bizzarre. La seconda, più simile ad un giardino, fornisce alcune panchine per i turisti.




Angelo del dolore scolpito da William Wetmore Story




Entrando nel Cimitero degli Inglesi ci si cimenta a cercare le tombe delle personalità di rilievo che qui sono state seppellite. Gli “Inglesi” per eccellenza sono i poeti ottocenteschi Keats e Shelley, amanti del nostro paese ancora più della loro stesse vite burrascose. I nomi italiani più noti sono Antonio Gramsci e Carlo Emilio Gadda. Seguono poi diplomatici, viaggiatori, soldati, architetti, persone comuni, ciascuno con il proprio angolo di silenzio.


Tomba di Antonio Gramsci


Certamente non siamo al cimitero di “Pere Lachaise” di Parigi, ricolmo di nomi molto più “pop” come Jim Morrison o Oscar Wilde; il vantaggio è che questo luogo riesce a mantenere intatta la sua sacralità, pur accogliendo un flusso sottile ma costante di turisti.
I grandi, centenari cipressi, il prato verde che circonda parte delle tombe, la bianca piramide che svetta dietro la recinzione di mura romane, insieme ai gatti che prendono il sole e passeggiano indisturbati tra le lapidi redatte in tutte le lingue del mondo, conferiscono a questo piccolo cimitero uno stile inimitabile.




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