martedì 17 aprile 2012

17 aprile 1944 Rastrellamento del Quadraro




17 aprile 1944. Le 4 del mattino: il Quadraro è ancora addormentato. Nel giro di pochi minuti, si scatena l’inferno. Gli uomini del comandante nazista Herbert Kappler circondano il quartiere, bloccando ogni via d’accesso. Ha inizio il rastrellamento del Quadraro. Nome in codice: Unternehmen Walfisch, Operazione Balena. 2.000 uomini tra i 16 e i 55 anni vengono trascinati via a forza dalle loro case. E portati al cinema Quadraro per la schedatura. Dopo ore di attesa, ammassati e trattati come bestie, vengono caricati su dei camion e portati a Cinecittà. Alcuni riescono a fuggire, aiutati dal parroco di Santa Maria del Buonconsiglio, don Gioacchino Rey. Molti arrestati. 947 uomini restano nelle mani della Gestapo e delle SS e finiscono deportati nel campo di concentramento di Fossoli (Carpi). Solo l’inizio di una lunga agonia. Il 24 giugno del ’44, i rastrellati del Quadraro vengono arruolati come “operai italiani volontari per la Germania”. E deportati nei campi in Germania e in Polonia. Molti di loro non sopravvissero all'arrivo degli ameticani. Dei 947 deportati solo la metà tornò, viva, al Quadraro.

IL CONTESTO STORICO – Nella primavera del 1944 Roma è una "città aperta". L'occupazione tedesca è scandita da terrore ed eccidi, come quello delle Fosse Ardeatine (24 marzo). La popolazione civile è inerme, affamata. Gli alleati sono ancora a 80 chilometri dalla capitale. Il Quadraro, per i nazisti, è un “nido di vespe”, l’inizio del “fronte”. Il luogo dove trovano rifugio tutti coloro che, partigiani, comunisti o informatori, non trovano accoglienza nei conventi o presso il Vaticano. Il 31 marzo il comando tedesco decide di intervenire: per indebolire i ribelli, disseminati nella periferia sud-est, stabilisce di anticipare l’ora del coprifuoco alle 16:00. Il provvedimento colpisce gli abitanti dei quartieri Quadraro, Torpignattara, Centocelle e Quarticciolo. La Resistenza continua.

L’ANTEFATTO - La goccia che fa traboccare il vaso si verifica il pomeriggio del 10 aprile, un lunedì di Pasqua. Giuseppe Albani, detto “il gobbo del Quarticciolo”, assale con la sua banda un gruppo di soldati tedeschi alla trattoria “da Gigietto”, in via Calpurnio Fiamma, a Cinecittà. Uccidendone tre. L’affronto è troppo grande. Il comandante Kappler decide di dare un’altra “lezione” al popolo di Roma, dopo quella delle Fosse Ardeatine. “Andiamo a scacciare quel nido di vespe”, dice ai suoi uomini.

MEDAGLIA D’ORO AL MERITO CIVILE - Fu tutto inutile. Come racconta Carla Guidi nel libro “Operazione balena” (Edizioni Associate), dopo il rastrellamento del 17 aprile, la guerriglia contro i nazisti riprese con la stessa forza. In pochi mesi e in uno spazio limitato, qui ci fu la più alta concentrazione di azioni partigiane di tutta la resistenza italiana. Anche grazie all’atroce sacrificio di quel giorno, nell’aprile del 2004 il Quadraro è stato insignito, unico quartiere romano, della medaglia d’oro al merito civile dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.






2 commenti:

  1. Ancora oggi 2013 vengono i brividi a pensare a quanto accaduto. Uomini e ragazzi, non soldati, strappati alle famiglie, cosa stiamo facendo perchè non accada di nuovo? Sta già accadendo in cento luoghi...Siria Afganistan Tunisia Libia Congo....basta fabbricare armi, certo è un'utopia, ma dobbiamo provarci.

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    1. sono daccordo....ma la natura dell'uomo si fonde sull'interesse...sul guadagno...le armi sono sempre state al primo posto in questo...purtroppo....ciao a presto

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