sabato 10 marzo 2012

Nino Manfredi



Saturnino Manfredi, per tutti Nino, nasce il 22 marzo 1921 a Castro dei Volsci (Frosinone). 
Si laurea in giurisprudenza a Roma e successivamente s'iscrive all'Accademia d'Arte Drammatica. Nel 1945 esordisce nel teatro e nel corso del lungo tirocinio sul palcoscenico lavora, tra gli altri, con Eduardo De Filippo e Orazio Costa, che considererà sempre il suo maestro. Fin dall'inizio Manfredi spazia in ogni campo dello spettacolo, dal varietà alla radio, dalla televisione al doppiaggio.



L'esordio nel cinema, con 'Torna a Napoli' e 'Monastero di Santa Chiara' nel 1949, non è dei più entusiasmanti. Ma Manfredi non si scoraggia e continua l'apprendistato, affermandosi nel frattempo con le macchiette televisive e in teatro. Il successo arriva alla fine degli anni '50 con un'ampia galleria di personaggi, tutti rappresentanti di vizi e virtù dell'Italia del boom, dal grigio burocrate casa e ufficio dell' impiegato (Gianni Puccini, 1959) al pubblicitario truffaldino di Io la conoscevo bene (Antonio Pietrangeli, 1965).

Manfredi  nel 1967 sul set del film "Il padre di famiglia"
assieme a Totò che girò solo poche scene prima di  morire.


Tra gli incontri più felici nella sua carriera da attore, quelli con Nanni Loy ('Il padre di famiglia' e 'Café Express'), Luigi Comencini (le televisive 'Avventure di Pinocchio', 1972), Luigi Zampa ('Anni ruggenti'), Dino Risi ('Straziami ma di baci saziami') e Luigi Magni ('Nell'anno del signore'). Ma è Ettore Scola ad offrirgli il ruolo, per molti, più riuscito: un commovente portantino comunista, idealista dell'amicizia in C'eravamo tanto amati, al fianco di Vittorio Gassman, Stefano Satta Flores e Stefania Sandrelli.
Sul piccolo schermo fa il suo rientro in maniera eclatante, nel 1972, quando interpreta in maniera sensibilissima e misurata Geppetto, il padre di Pinocchio nello sceneggiato televisivo Le avventure di Pinocchio di Luigi Comencini.


Nino nei panni di Geppetto in Pinocchio


Manfredi si cimenta, di tanto in tanto, anche nella regia. Pochi film ma quasi tutti riuscitissimi. "L'avventura di un soldato", ispirato a un racconto di Calvino, è il più bello degli episodi del film a sketch 'L'amore difficile'; con 'Per grazia ricevuta', da lui diretto e interpretato, commuove Cannes e vince la Palma d'oro nel 1971 per la migliore opera prima. Nel 1981 è sceneggiatore, regista e interprete di 'Nudo di donna'.




Perfezionista della recitazione, al limite della "pignoleria", Manfredi ha attraversato mezzo secolo di cinema italiano con discrezione e umiltà. Ed è proprio con umiltà che non ha mai disdegnato di interpretare ruoli per la televisione, dalla fiction agli spot pubblicitari del Caffè Lavazza. Oltre all'indimenticabile Geppetto del Pinocchio di Comencini l'attore ciociaro ha ottenuto un grande successo nel 1992 con lo sceneggiato "Commissario a Roma" e nel 1999 con la serie "Linda e il brigadiere". Nel 2003 è tornato al cinema per vestire i panni del poeta spagnolo Federico Garcia Lorca in La fine di un mistero di Miguel Hermoso. Il film, vincitore del festival di Mosca, è stato presentato alla 60ma Mostra del Cinema di Venezia, in occasione della consegna del Premio Pietro Bianchi a Nino Manfredi.


Nino Manfredi è morto a Roma il 4 giugno 2004, fiaccato dall'ictus che lo aveva colpito nel luglio 2003.
La città di Roma ha dedicato a Manfredi un viale nel Giardino degli Aranci sull'Aventino e ad Ostia ha intitolato un teatro.



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