mercoledì 8 febbraio 2012

Claudio Villa il "Reuccio" della canzone italiana



Mi piace ricordare Claudio Villa perchè era un uomo coraggioso, combattivo, fuori dalle righe, un artista che non ha mai accettato di farsi mettere da parte, che ha affrontato la vita, successi e contestazioni, sempre a viso scoperto. Un mattatore, il "reuccio", un animale da palcoscenico che amava il proprio pubblico che non lo abbandonò mai. Claudio Villa amava il confronto anche con i giovani che lo consideravano ormai un cantante "superato", un simbolo negativo. Ma lui è sempre stato giovane dentro. Amava andare in giro su motociclette potenti e a 60 anni sposò una 17enne. 




Per la cronaca il matrimonio viene celebrato da Ugo Vetere, primo sindaco comunista di Roma e fra gli invitati c'era anche Enrico Berlinguer, segretario del PCI mentre Pippo Baudo gli fece da testimone di nozze. Villa fu coerente con la sua idea di musica, nel modo di interpretarla ma era anche pronto a nuove sfide, magari ad affrontare pubblici lontani come ad esempio la Cina, in cui fece la sua prima tournèe nel 1971. 
Vincitore di ben quattro edizioni del Festival di Sanremo - nel 1955 con Buongiorno tristezza, nel 1957 con Corde della mia chitarra, nel 1962 con Addio… addio e nel 1967 con Non pensare a me - il cantante ha dimostrato in oltre quarant'anni di carriera di esser dotato di una personalità graffiante che non mancò di segnalarsi per la coraggiosa difesa della melodia italiana contro le manie esterofile e le importazioni in Italia di scadente musica straniera. 




Tra le sue canzoni più famose, oltre ai suoi successi sanremesi, ricordiamo Granada, Binario, Il torrente, Qui sotto il cielo di Capri, Messico e nuvole. Dalla metà degli anni '50 fino ai primi anni '60 interpretò anche alcuni film, naturalmente di scarso livello, il cui unico scopo era quello di mettere in evidenza le spiccate capacità canore di Villa. Alcuni titoli sono C'è un sentiero nel cielo e Primo applauso del 1957, oppure Fontana di Trevi del 1960.
Claudio Villa morì venticinque anni fa a Padova, in una clinica dove era andato per farsi operare, il 7 febbraio del 1987.
L'annuncio della sua morte venne dato da Pippo Baudo la sera della 37a edizione del Festival di Sanremo. Sulla sua lapide nel cimitero di Rocca di Papa, erano incise a caratteri d'oro le parole da lui volute "Vita sei bella, morte fai schifo". Claudio Villa era nato a Roma, nel cuore di Trastevere il 1° gennaio 1926 in via della Lungara dove oggi c'è una targa commemorativa in suo ricordo.


RAISTORIA - Il "Reuccio" della canzone italiana

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