sabato 21 gennaio 2012

Il vergognoso caso di Enzo Tortora

Tortora al momento dell'arresto


 Il 16 giugno 1983 veniva arrestato Enzo Tortora, che sarebbe poi divenuto protagonista di un caso-simbolo della malagiustizia italiana. Era un presentatore televisivo molto noto, molto quotato, un conduttore - come si dice oggi - da 28 milioni di telespettatori. Incarnava un certo perbenismo borghese e faceva un uso piuttosto lacrimevole – alla Raffaella Carrà dei giorni nostri, se vogliamo - del più potente mezzo di comunicazione. La sua figura pubblica, certamente, non era a tutti gradita. Finì, all’improvviso, in un tritacarne allestito dalla procura di Napoli sulla base di un manipolo di "pentiti" che prese ad accusarlo di reati ignobili: traffico di droga ed associazione mafiosa. Con lui – prima che quell’operazione si sgonfiasse come un palloncino – finiranno nel tritacarne altre 855 persone. Il suo arresto fu un evento mediatico. Prima di trasferirlo in carcere i carabinieri lo ammanettano come il peggiore dei criminali e gli allestiscono una sorta di passerella davanti a fotografi ed operatori televisivi. L’Italia si spacca letteralmente in due tra innocentisti e colpevolisti. E la stampa, dichiaratamente forcaiola, riesce a dare il peggio di sé.
Enzo Tortora non è mai stato risarcito, né quando era in vita, né dopo la sua morte. La lezione che lascia a questo paese è quella di considerare la giustizia non come un caso personale ma come un caso che riguarda tutti noi. Quello che è capitato a lui la mattina del 17 giugno del 1983 ancora oggi, purtroppo, potrebbe capitare a un cittadino qualsiasi. Nel suo caso l'aggravante era quella di chiamarsi Tortora, era quella di essere un personaggio televisivo estremamente popolare: Enzo Tortora è l'emblema di un modo sbagliato di amministrare la giustizia e di fare cattiva informazione. Tortora ci lascia un esempio di professionismo molto alto nel suo lavoro e una grande correttezza anche nell'affrontare la condizione che poi l'ha ucciso. 

Tortora con il suo famoso pappagallo "Portobello"

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