sabato 31 dicembre 2011

Mister Ok



È un evento unico quello che si tramanda a Roma ormai da più di 50 anni il giorno di Capodanno. Dopo la grande festa e l’abbuffata del veglione, l’anno nuovo inizia con un virtuoso atto di coraggio. Anche quest’anno, il primo spettacolo dell’anno capitolino sarà l’emozionante tuffo nelle acque gelide e vorticose del Tevere.
L’appuntamento nacque per merito di Rick De Sonay, il belga che per gioco inaugurò la tradizione. 

Rick De Sonay in arte Mister Ok


Classe 1899, De Sonay giunse a Roma nel 1945 ed iniziò a tuffarsi nel Tevere nel 1946, festeggiando così il suo compleanno. Fu soprannominato Mister ok in virtù del caratteristico verso che rivolgeva agli entusiasti spettatori dopo ogni tuffo, che eseguiva portando un cilindro in testa.
Dopo De Sonay, la tradizione è stata continuata da vari coraggiosi tra cui Spartaco Bandini, Marco Fois e Aldo Corrieri. Per ultimo, tutt’ora “in carica”, il cinquantasettenne Maurizio Palmulli, bagnino di Castel Fusano che ripete il gesto ormai da più di 20 anni. Divenuto ormai un vero e proprio cult, l’appuntamento è un must di capodanno per tantissimi romani e turisti, che scelgono il curioso evento tra i molti presenti nel paragrafo “Da non perdere” dei pacchetti turistici di fine anno.

La figura di Mister Ok è stata addirittura utilizzata come comparsa cinematografica, all’interno del film di Dino Risi del 1968 “Straziami, ma di baci saziami”. Marino, interpretato da Nino Manfredi, decide di suicidarsi per amore gettandosi nel Tevere, ma viene salvato all’ultimo momento dal provvidenziale intervento Mister Ok.

L’evento è ormai divenuto un rituale di buon auspicio noto anche a livello mondiale. Media internazionali come l’agenzia americana CBS e la britannica BBC rispettano puntualmente da anni l’appuntamento, dandone l’annuncio durante il notiziario del primo giorno dell’anno.

Ponte_CavourIl luogo sarà ancora una volta uno dei ponti più belli della capitale, Ponte Cavour. A mezzogiorno, sincronizzato con lo sparo del cannone del Gianicolo, l’aitante Maurizio anche quest’anno ripeterà l’evoluzione da un’altezza di 16 metri, utilizzando come trampolino la balaustra di marmo che delimita i lati del ponte. Negli ultimi 21 anni, mai una volta Maurizio ha mancato l’appuntamento con il tuffo più famoso della capitale. E anche il prossimo 1 gennaio, per la 22esima volta, rispetterà il rituale.

Li sotto ad attenderlo ci sarà il biondo Tevere, che scorrendo gelido accoglierà il suo ingresso in acqua. Il tuffo, oltre che essere un gesto virtuoso è a tutti gli effetti un atto di coraggio. Infatti, nel punto dell’ingresso in acqua, il fiume è melmoso, scorre vorticoso e ha un’altezza non troppo elevata (circa 4 metri). Inoltre, la temperatura media dell’acqua il giorno di capodanno è di 5 gradi centigradi, solo qualche grado in più di un lago ghiacciato della Lapponia. Per questo a sorvegliare l’esito del tuffo ci saranno i sommozzatori del 115 pronti ad intervenire. L’evento è ormai avallato e promosso anche dalle istituzioni della capitale, che partecipano con la stampa e con la televisione.

Quello che si risolve in pochi secondi e con un lungo applauso è un gesto circondato da una vena di romanticismo ed idealismo. Infatti, Palmulli conobbe De Sonay da bambino sul pontile di Ostia e quando morì prese come un rigido obbligo morale la prosecuzione della tradizione, riuscendo alla fine a diventare Mister Ok.

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