venerdì 9 dicembre 2011

Il Crocifisso di San Marcello al corso




Nella chiesa di San Marcello al Corso c'è un Crocifisso di legno scuro del XIV secolo, di scuola senese.
E' un'artistica scultura "coperta di polvere d'oro", assai eloquente nella sua maestà, e ritenuta dagli studiosi come il più realistico esemplare di crocifissione di tutta Roma, a tal punto che ha dato origine ad una curiosa diceria: l'anonimo autore, per ritrarre col massimo realismo il trapasso di Gesù, avrebbe ucciso nel sonno un carbonaio. E mentre il poveraccio spirava, avrebbe abbozzato velocemente la figura del morente per poi intagliarla nel legno. 


Questa lugubre tradizione, contrasta però con le molte storie di miracoli attribuiti dai romani al crocifisso stesso: la prima risale al 1519, quando nella notte tra il 22 e il 23 maggio un violento incendio ridusse in cenere la chiesa di San Marcello. All'alba, alla gente accorsa sul posto, apparve una scena di grande desolazione: tutto era ridotto in macerie fumanti. Ma il Crocifisso era rimasto provvidenzialmente intatto, e continuava a pendere sull'altare maggiore, illuminato dalla lampada ad olio che, pure accartocciata dalle fiamme, ancora bruciava ai suoi piedi.
Si gridò subito al miracolo e un gruppo di devoti cominciò a riunirsi ogni venerdì al crepuscolo, per pregare e accendere lampade ai piedi dell'immagine lignea. 
Un altro episodio miracoloso risale al tempo della grande peste del 1522. La pestilenza colpì Roma in modo tanto violento da far temere che la città restasse senza abitanti.
Memori del miracolo dell'incendio, i frati Servi di Maria decisero di portare il Crocifisso in processione penitenziale dalla chiesa di San Marcello alla Basilica di San Pietro. Le autorità, temendo il rischio di contagio, cercarono di impedire il corteo religioso, ma la disperazione collettiva non tenne conto del divieto e la scultura del Salvatore fu trasportata per le vie della città a furor di popolo.
Le cronache del tempo raccontano che la processione durò ben sedici giorni, dal 4 al 20 agosto di quell'anno. E questo perché, man mano che si procedeva, la pestilenza regrediva, tanto che ogni rione cercava di trattenere più a lungo possibile la sacra immagine.
E quando il Crocifisso rientrò in San Marcello, la peste era del tutto cessata e Roma era salva.
Dall’anno 1650, il Crocifisso miracoloso viene portato in S.Pietro, in occasione degli Anni Santi. 


Secondo questa tradizione é stato esposto nella Basilica Vaticana anche durante il periodo quaresimale del Grande Giubileo del 2000, sull’Altare della Confessione, e davanti alla sua immagine è stata celebrata dal papa Giovanni Paolo II la “Giornata dal Perdono” (12/3/2000).


1 commento:

  1. Complimenti per il tuo blog. Saluti dalla Spagna.

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