martedì 22 novembre 2011

Isola Tiberina: il serpente sacro e la palla del miracolo



Nel 293 a.C., narra la leggenda, mentre Roma è colpita da una grave pestilenza, una commissione di «esperti» si reca in Grecia, ad Epidauro, per chiedere un responso ad Esculapio, dio della Medicina. Ad un tratto un grosso serpente, simbolo della divinità, esce dal tempio, si dirige verso la nave dei Romani e vi sale. Il fatto viene interpretato come segno della volontà divina di... trasferirsi; ed essi ripartono felici e contenti. Giunti presso l’Isola Tiberina, si verifica la sorpresa: il serpente d’un balzo passa dalla nave all’isola. Altro chiaro segno di divina volontà: nel luogo si edifica immediatamente un bellissimo tempio dedicato ad Esculapio. Quasi che il Dio della salute si fosse trasferito nel suo appartamento di Roma, ecco che la pestilenza come per incanto, sparisce. E’ il 291 a.C.
Nel Medioevo, sul luogo del tempio di Esculapio fu costruita la chiesa dedicata a S. Bartolomeo. Qui, durante l’assedio di Roma del giugno 1849 da parte dei francesi alla Repubblica Romana, nella cappella del Sacramento cadde e rimase incastrata una grossa palla di cannone (diametro cm 14) che  colpì il sacro edificio in quel momento gremito di gente miracolosamente rimasta illesa. La palla, detta «del miracolo», fu lasciata sul muro a ricordo dell’avvenimento.



Nessun commento:

Posta un commento

VECCHIA ROMA cantata dai "coreAcore"