venerdì 5 agosto 2011

I fantasmi del Muro Torto

 

E’ difficile al giorno d'oggi, con il traffico che tutti noi conosciamo, immaginare il Muro Torto, ovvero il tratto che partendo da Piazza del Popolo porta a Pincio, come era fino a solo duecento anni fa. Eppure, con uno sforzo e portandosi in zona in una notte senza luna e non prima delle due o tre del mattino, si può ritornare a quei tempi lontani, quando le mura avevano "appena" tre secoli di vita e i barbari rappresentavano il più grande pericolo per Roma.Siamo nel 536 d.C. e quel tratto di mura, che ancora oggi si chiama torto all'epoca con un ancora più chiaro "ruptus", minacciava da anni di franare, ma nessuno pur essendo la città assediata dai Goti di Totila lo riparava in quanto era comune convinzione che fosse sotto la protezione personale e diretta dell'apostolo Pietro.Qualunque fosse la verità, una cosa era certa: né allora né mai, nel corso della plurimillenaria esistenza di Roma, un nemico è entrato in città dalla parte del muro torto.


Ora vi chiederete: sì, ma dei fantasmi? Ci sono e sono anche strettamente legati alla storia sopraelencata , infatti per molti secoli, fino ad un passato relativamente recente, ai piedi del muro torto venivano seppelliti i corpi di coloro che non erano giudicati degni di riposare in terra consacrata (ossia prostitute, delinquenti, sospette streghe), quindi la zona era ed ancora sarebbe infestati dalle anime di defunti insoddisfatti e in attesa di una sepoltura cristiana e i loro lamenti, secondo alcuni, più che la protezione dell'Apostolo, furono il vero motivo per cui nessuno si sia mai avvicinato troppo a quel tratto di mura. Ai piedi del Muro Torto furono sepolti i corpi di Angelo Targhini e Leonida Montanari, i due carbonari giustiziati (boia Mastro Titta) sotto Leone XII, il 23 novembre 1825. Una notte, una donna fu trovata svenuta per la paura: stava pregando le anime dei due giustiziati di darle un terno sicuro, quando aveva sentito un rumore alle spalle; voltatasi, aveva visto le ombre di Targhini e Montanari venirle incontro con la testa in mano.

Targa a memoria di Targhini e Montanari in piazza del Popolo

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