venerdì 22 luglio 2011

Rione XIX - Celio


Lo stemma rionale raffigura il profilo di un africano con un copricapo di testa di elefante con zanne d'avorio e spighe d'oro su fondo argento. Superficie: mq 825.400.
Il significato araldico dello stemma è riconducibile alla memoria storica dei legionari africani che erano presenti sul colle Celio e capitanati dal Console Scipione detto l'Africano. Il nome invece è il toponimo di Celio Vibenna, etrusco, che lo conquistò in una battaglia contro i tarquini,  facente parte del territorio etrusco che si estendeva in prevalenza oltre il Tevere. La zona attuale faceva parte dei rioni Monti e Campitelli, e fino al 1870 (Unità d'Italia) era relativamente abitata. Poi con l'arrivo dei Piemontesi, il rione divenne quindi uno dei primi per i quali furono stipulate - nel 1873 le convenzioni edilizie per realizzare le nuove cubature destinate a servizi e ai nuovi arrivati nella capitale. Fin dai tempi dell'imperatore Tiberio, questa zona è stata sempre sede del demanio militare. Infatti al posto dei castra perigrinorum, le caserme delle truppe provenienti dalle province, oggi trovano ancora dimora numerosi distretti militari e sopratutti il noto Ospedale Militare del Celio, costruito fra il 1885 e il 1891. Di rilevanza storica e architettonica, ricordiamo nel rione la Basilica dei SS. Giovanni e Paolo a cui appartiene uno dei campanili romanici più antichi della città, la Basilica di Santa Maria in Domnica, conosciuta come la Navicella per via della scultura romana di una nave posta già in antichità nella piazzetta di fronte alla chiesa, e trasformata in una fontana da papa Leone X.



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