mercoledì 18 maggio 2011

Rione XI - Sant'Angelo




Nello stemma un pesce d'argento su sfondo rosso. Superficie: mq 137.563.
Prende il nome, e quindi anche il simbolo, dalla maggiore chiesa della zona: Sant'Angelo in Pescheria per via della grande e unica pescheria della città che in tempi antichi sorgeva in questa zona e precisamente sotto il Portico d'Ottavia. In passato però lo stemma è stato più volte modificato. Prima riproducendo un angelo con in una mano una spada e in un'altra una bilancia (con cui si pesava il pesce) sopra una figura umana giacente in terra a simboleggiare il giudizio universale.


Poi sempre un angelo con una palma in mano simbolo di pace.


E' il più piccolo rione di Roma, gli fanno da confine via delle Botteghe Oscure, largo Arenula, il Tevere, il Teatro Marcello, piazza Campitelli, piazza Margana e la Chiesa di San Nicola in Carcere.
Da sempre per i romani il rione rappresenta il vecchio "Ghetto" ebraico, il più antico al mondo dopo quello di Venezia. La parola Ghetto deriva infatti da Gheto, ossia  fonderia, situata nella contrada ove gli ebrei di quella città furono costretti a risiedere. Fu istituito da Papa Paolo IV nel 1555 con la Bolla Cum nimis absurdum, con la quale si revocarono tutti i diritti concessi agli ebrei romani, facendolo sorgere nel rione Sant'Angelo dove vi dimorava, ormai prevalentemente, la maggioranza della popolazione. Da queste parti vi si trovavano botteghe di funari, calciaioli, cardatori, fabbri e, per l'appunto, pescivendoli.
Tra i monunenti più importanti ricordiamo appunto il Portico di Ottavia di età augustea e la Sinagoga maggiore.

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