giovedì 5 maggio 2011

Rione VIII - Sant'Eustachio

Lo stemma mostra un cervo d'oro con il busto di Cristo tra le corna su sfondo rosso. Superfice: mq182.854.
Il nome deriva da una storia a metà tra leggenda e fatto vero. Narra di Placido, un miliziano pagano romano dedito alla persecuzione dei Cristiani, che un giorno stava inseguendo un cervo mentre andava a caccia, quando questo si fermò di fronte ad un burrone e si volse a lui mostrando tra le corna una croce luminosa sormontata dalla figura di Gesù che gli diceva: «Placido, perché mi perseguiti? Io sono Gesù che tu onori senza sapere». L'episodio fece redimere Placido che, con tutta la sua famiglia, si convertì al Cristianesimo e prese il nome di Eustachio (dal greco "colui che da buone spighe"). La sua scelta fu pagata a caro prezzo. Fu dato con moglie e figli in pasto alle bestie al Colosseo, ma miracolosamente furonmo rispiarmiati. Allora tanto lui quanto i suoi furono bruciati vivi dentro un toro di bronzo infuocato. A ricordo di ciò venne eretta la chiesa in suo nome che oggi si trova in questo rione e ne da il nome.
E' uno dei rioni più piccoli ma vista la sua posizione ne fa un centro cardine di Roma. A Sant'Eustachio fanno bella mostra il Pantheon (condiviso con altri rioni), Palazzo Madama (sede del Senato della Repubblica Italiana), Palazzo della Sapienza, Chiesa San Luigi dei Francesi, dove vi sono racchiuse opere di inestimabile valore: tra tutti la cappella Contarelli dove vi sono tre capolavori assoluti del Caravaggio.


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